Domenica scorsa, 9 agosto 2026 (XIX dom. T.O. A), durante la lectio divina sulla pagina evangelica del cammino sulle acque (Matteo 14,22-33), un dettaglio del testo ha attirato in modo particolare la mia attenzione.
Nel versetto d'apertura della narrazione, l'evangelista scrive:
«Subito dopo, Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla» (Mt 14,22).
"Costrinse!". Un'espressione singolare, quasi stridente. Perché utilizzare un linguaggio così forte? Che cosa spinge il Maestro ad agire in modo quasi perentorio e sbrigativo nei confronti dei suoi più stretti collaboratori? E per quale motivo questa precisa sfumatura si trova soltanto nei Vangeli di Matteo e Marco, mentre scompare in Luca e nel IV Vangelo?
