Il Quadro Sinottico delle Liste
Le quattro liste che ci sono giunte mostrano una sostanziale concordanza, con alcune lievi differenze che rivelano le tipiche sfumature teologiche di ciascun evangelista.
Innanzitutto "I Dodici" sono sempre divisi in tre gruppi fissi di quattro nomi che indichiamo nella tabella sinottica con G1, G2, G3. Il capogruppo di ciascuna quaterna è immutabile (Pietro al n°1, Filippo al n°5, Giacomo di Alfeo al n°9), così come l'ultimo (Giuda Iscariota, non presente in Atti).
A cambiare è l'ordine interno ai gruppi o la designazione di alcuni nomi.
| Pos. | Matteo (10,2-4) | Marco (3,16-19) | Luca (6,14-16) | Atti (1,13) |
|---|---|---|---|---|
| G1 | 1. Simone detto Pietro 2. Andrea suo fratello 3. Giacomo di Zebedeo 4. Giovanni suo fratello | 1. Simone (Pietro) 2. Giacomo di Zebedeo 3. Giovanni fr. di Giac. 4. Andrea | 1. Simone (Pietro) 2. Andrea suo fratello 3. Giacomo 4. Giovanni | 1. Pietro 2. Giovanni 3. Giacomo 4. Andrea |
| G2 | 5. Filippo 6. Bartolomeo 7. Tommaso 8. Matteo il pubblicano | 5. Filippo 6. Bartolomeo 7. Matteo 8. Tommaso | 5. Filippo 6. Bartolomeo 7. Matteo 8. Tommaso | 5. Filippo 6. Tommaso 7. Bartolomeo 8. Matteo |
| G3 | 9. Giacomo di Alfeo 10. Taddeo 11. Simone il Cananeo 12. Giuda Iscariota | 9. Giacomo di Alfeo 10. Taddeo 11. Simone il Cananeo 12. Giuda Iscariota | 9. Giacomo di Alfeo 10. Simone lo Zelota 11. Giuda di Giacomo 12. Giuda Iscariota | 9. Giacomo di Alfeo 10. Simone lo Zelota 11. Giuda di Giacomo - Giuda assente |
Analisi argomentata delle Differenze
1. Il Primo Gruppo: L'evoluzione della "cerchia interna"
Il primo blocco contiene le colonne della Chiesa (i pescatori). C'è però una variazione strutturale importante:
- Matteo e Luca accoppiano i fratelli: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni. Questo risponde a un criterio logico e familiare.
- Marco rompe la coppia di fratelli e inserisce l'ordine: Pietro, Giacomo, Giovanni e solo quarto Andrea. Isola così i tre discepoli che ammette ai momenti più intimi: la Trasfigurazione, la risurrezione della figlia di Giairo, il Getsemani. Inoltre, solo Marco ricorda il soprannome dato ai figli di Zebedeo: Boanerghes, cioè "figli del tuono".
- Gli Atti degli Apostoli presentano una variazione ancora più marcata: Pietro e Giovanni vengono messi ai primi due posti, isolando Giacomo al terzo. Questa scelta è strettamente legata alla narrazione successiva degli Atti, in cui Pietro e Giovanni agiscono costantemente come una coppia missionaria inscindibile nella prima comunità di Gerusalemme.
2. L'enigma di Taddeo e Giuda "di Giacomo"
La discrepanza più evidente tra le liste riguarda il decimo/undicesimo apostolo:
- Matteo e Marco parlano di Taddeo (alcuni manoscritti antichi di Matteo riportano Lebbeo).
- Luca e gli Atti non menzionano Taddeo, ma inseriscono Giuda di Giacomo (tradotto tradizionalmente come "figlio di" o "fratello di" Giacomo).
La tradizione e l'esegesi tendono a identificare queste figure come la stessa persona (Giuda Taddeo), ipotizzando che l'uso di un soprannome come Taddeo (che deriva probabilmente da una radice aramaica che significa "mammella" o "cuore", quindi "coraggioso" o "amabile") servisse nei primi due Vangeli a evitare l'immediata associazione mentale con il traditore Giuda Iscariota.
3. La caratterizzazione politica di Simone
- Matteo e Marco definiscono il secondo Simone come il "Cananeo". Questo termine non si riferisce alla regione geografica di Canaan, ma è la traslitterazione dell'aramaico qan'an, che significa letteralmente "geloso" o "zelante".
- Luca e gli Atti, scrivendo per un pubblico di cultura greca che non avrebbe compreso il termine aramaico, traducono direttamente la parola definendolo "lo Zelota". Questo termine denota la sua precedente appartenenza (o simpatia) per il movimento nazionalista e anti-romano degli Zeloti.
4. L'auto-umiliazione di Matteo
Un dettaglio finissimo si nota nel secondo gruppo, intorno alla figura di Matteo:
- Matteo è l'unico che, nella propria lista, si definisce esplicitamente "il pubblicano" (l'esattore delle tasse per conto dei Romani, una professione disprezzata e considerata impura). Inoltre, mette il suo nome dopo quello di Tommaso.
- Marco e Luca, al contrario, omettono la qualifica infamante di pubblicano nella lista ufficiale dei Dodici e posizionano il nome di Matteo prima di quello di Tommaso, quasi a volergli dare precedenza d'onore.
5. La scomparsa di Giuda e la prospettiva di Atti
La lista di Atti 1 è l'unica strutturata al passato prossimo rispetto alla vita terrena di Gesù. Manca Giuda Iscariota (di cui si è appena consumato il tragico destino) e lo scopo dell'elenco non è più quello di descrivere un gruppo inviato in missione itinerante, ma quello di "censire" il nucleo autorevole che deve ricevere lo Spirito Santo a Pentecoste e guidare la Chiesa nascente. Il fatto che siano rimasti in 11 crea un vuoto teologico (il numero 12 richiamava le dodici tribù d'Israele) che richiederà l'immediata elezione di Mattia poche righe dopo.
