Girolamo e Caravaggio

Esiste un legame invisibile e affascinante che unisce la cella di un erudito del IV secolo alla bottega di un pittore "maledetto" nella Roma del Seicento. È la storia di un'assenza: quella del vangelo ebraico di Matteo, un testo che la tradizione antica giura essere esistito, ma di cui oggi restano solo frammenti e una straordinaria testimonianza visiva, anch’essa sfortunatamente andata perduta.

San Girolamo e il mistero dell'Urmatthäus

Secondo la tradizione patristica, il primo Vangelo non fu scritto nel greco della Koinè, ma in lingua "ebraica" (o aramaica). Già nel 120 d.C., Papia di Gerapoli affermava che «Matteo mise insieme i detti (logia) nella lingua degli Ebrei».

Il testimone più celebre dell'esistenza di questo originario Vangelo è San Girolamo. Egli sostenne non solo di averlo consultato nella biblioteca di Cesarea, ma di averlo tradotto personalmente in greco e latino. Sebbene l'esegesi moderna sospetti che Girolamo possa aver esagerato, scambiando forse un vangelo apocrifo (come quello dei Nazareni) per l'originale di Matteo, la sua autorità cristallizzò nella Chiesa l'idea di un archetipo perduto, un "Urmatthäus" che precedeva ogni traduzione.

Caravaggio: un’archeologia visiva

Secoli dopo, nel 1602, Caravaggio ricevette l'incarico di dipingere la pala d'altare per la Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi. In quella che oggi chiamiamo la "prima versione" del San Matteo e l'Angelo (distrutta a Berlino nel 1945), il pittore compì un'operazione quasi archeologica.

Invece di raffigurare un santo intellettuale, Caravaggio dipinse un Matteo che sembra un contadino semianalfabeta, con le gambe nude e i piedi sporchi esposti verso lo spettatore. L'elemento più dirompente, tuttavia, era il libro tra le sue mani: scritto in caratteri ebraici.

Caravaggio, *San Matteo e l’angelo*; confronto tra la prima e la seconda versione
Caravaggio, *San Matteo e l’angelo*; confronto tra la prima e la seconda versione

"Elle hatoledot": il ponte tra Antico e Nuovo Testamento

L'accuratezza filologica di Caravaggio era sorprendente. Gli studiosi hanno identificato che le parole dipinte sulla tela corrispondevano all'incipit del Vangelo: "elle hatoledot" ("Queste sono le generazioni..."), ovvero l'elenco delle quarantadue generazioni da Abramo a Gesù.

Per rendere questo dettaglio, Caravaggio attinse probabilmente all'edizione dell'ebraista Sebastian Münster del 1537, un testo che circolava in quegli anni tra gli appassionati di codici ebraici, come il marchese Vincenzo Giustiniani che acquistò l'opera dopo il rifiuto. Rappresentando Matteo nell'atto di scrivere in ebraico, Caravaggio celebrava visivamente quell'originale perduto testimoniato da Girolamo, ricollegando Cristo alla sua stirpe davidica proprio attraverso la lingua del "popolo errante".

Il rifiuto: una questione di "dettatura"

Perché la Chiesa rifiutò quest'opera, chiedendone una seconda versione (quella che ammiriamo oggi)? Oltre alla mancanza di decoro per i piedi sporchi del santo, esisteva una ragione teologica profonda.

  1. Dettatura Verbale: Nella prima versione, l'angelo guida materialmente la mano di Matteo, che sembra un mero strumento inerte. È l'applicazione letterale della dottrina della "dettatura verbale" (dettato in calamum), dove l'autore sacro non è un collaboratore, ma un tramite passivo.
  2. Collaborazione Attiva: La Chiesa post-tridentina preferiva l'immagine del santo come "causa seconda libera", un intellettuale che collabora attivamente con la grazia divina. Nella seconda versione, infatti, l'angelo è in volo e si limita a dettare, mentre Matteo scrive con consapevolezza e autonomia.

Conclusione

Proprio come il vangelo ebraico di Matteo è svanito nelle pieghe della storia, lasciandoci solo la versione greca, così la prima tela di Caravaggio è andata perduta sotto i bombardamenti del 1945. Eppure, entrambe le "assenze" continuano a parlarci di un momento in cui l'arte e la fede hanno cercato di toccare l'origine nuda e umana della Parola di Dio, così come emerse nella lingua sacra per antonomasia, l'ebraico.